feb 18, 2019 AUTHOR: info@baobab.pd.it
Parlare a colori

La cultura dei colori

Ambienti particolari, lingue diverse, società lontane possono essere alcuni dei fattori che incidono, a volte anche in modo forte, sulla capacità e sulle modalità di percepire e vedere i colori da parte delle singole persone.

Verità o bugia? Scopriamolo subito!

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Non so se lo sapevate ma in Papua Nuova Guinea e in Sierra Leone, dove si parlano rispettivamente la lingua Dani e la lingua Bassa, la popolazione possiede un lessico che di colori ne ha ben pochi.

Dimenticate l’acquamarina, l’azzurro, l’indaco, il blu elettrico od il celeste: queste popolazioni adottano due sole parole per descrivere le varie gradazioni di colori. Infatti, per loro esistono due sole sfumature: scuro e chiaro.

Il primo è associato ai colori freddi come il blu ed il verde, invece il secondo ai colori caldi come ad esempio il rosso, l’arancione ed il giallo.

Voi riuscireste a descrivere i mille colori che rivivono quotidianamente intorno a noi con due sole parole?

Ma se, invece, vi dicessi che esiste una realtà completamente opposta a questa? Come reagireste alla possibilità di distinguere le minime e quasi impercettibili differenze tra colori che sono praticamente identici, se non per una percentuale bassissima aggiuntiva di bianco?

Vedere il mondo a colori è bello, ma vedere il mondo con 100 milioni di colori diversi forse non così tanto. Esiste, infatti, una condizione il tetracromatismo che aumenta fino a 100 volte la normale capacità di un essere umano di percepire i colori attorno a lui.

Tutto sta nei recettori della retina, i principali responsabili della visione dei colori: una persona tetracromatica ne possiede quattro, uno in più della norma.

E se questa notizia vi ha colti di sorpresa, preparatevi a qualcos’altro di davvero curioso.

Uno studio ha rivelato che durante il corso della nostra vita, cambia il modo in cui percepiamo e vediamo i colori. Ad esempio, i Greci che si trasferiscono all’estero perdono la capacità di percepire le sfumature del blu, anche se nella loro cultura esistono due parole diverse per descrivere il blu chiaro da quello scuro, rispettivamente “ghalazio” e “ble”.

Quest’ultimo caso è l’ennesima conferma di come il mondo intorno a noi possa influenzarci, anche inconsapevolmente.


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