apr 01, 2019 AUTHOR: info@baobab.pd.it
SIAMO DAVVERO COSÌ RAZIONALI?

 

 

Il mondo è in continua evoluzione, i cambiamenti si susseguono velocemente, uno dopo l’altro, le novità diventano obsolete con sempre maggiore rapidità. Tutto si muove, senza sosta. Cambiano le tecnologie, cambiano le persone.

Ma quali sono le conseguenze per il marketing? Quali sono le implicazioni per quanti lavorano nella costruzione di contatti con le persone? La comunicazione si sta adeguando a queste novità?

Le domande sono tante e le risposte, ogni tanto, tardano ad arrivare. Ciò che è certo è che siamo i testimoni di un più viscerale rapporto tra uomo e tecnologia, di una concreta fusione tra tecnica ed emozione, anche nel nostro settore. Negli ultimi anni, infatti, sta riscuotendo pareri molto positivi il neuromarketing. Si tratta di una nuova disciplina che applica le tecnologie neuroscientifiche nell’approccio al consumatore, per analizzare la reazione emotiva che esso sviluppa in relazione ad uno specifico stimolo costruito da un brand. Attraverso la rilevazione delle attività celebrali è possibile capire quali aree del cervello si attivano quando un utente si approccia ad una determinata marca, comprendendo così la profondità delle emozioni che si generano. Queste tecniche sono un metodo efficace di capire il sentiment del target e per analizzare quali possibili interventi sia necessario attuare per modificare le loro percezioni. Si attesta, in questo modo, una ritrovata centralità delle emozioni che surclassa l’ormai antico paradigma della perfetta razionalità umana. Quando deve scegliere, il consumatore non applica più una veloce analisi costo-benefici, ma si lascia trasportare dai ricordi, dalle sensazioni che un dato prodotto genera in lui. Diventa, quindi, fondamentale riuscire ad instaurare una connessione emotiva con il target, costruendo per lui delle vere e proprie esperienze, ma per farlo è necessario capire la profondità dei suoi pensieri e comprendere ciò che per lui è o meno importante.

Nella sua complessità, la mente umana riproduce con una certa regolarità alcuni schemi. Ad esempio, quando l’occhio prende visione di un’immagine ricerca nella foto un soggetto in cui ci si possa riconoscere od un dettaglio a lui familiare. Si lascia incantare da ciò che gli piace, ma soprattutto da ciò che conosce. Per questo gli strumenti del neuromarketing sono così efficaci, perché consentono di capire la mente umana con maggiore sicurezza e approfondimento. Ovviamente queste tecniche riguardano non solo il mondo offline, ma anche quello digitale: è possibile progettare landing page o siti web sfruttando le conoscenze che derivano da tali tecniche. Si può accompagnare l’utente nella fruizione di un contenuto online progettando una user experience che metta in evidenza i contenuti più rilevanti proprio laddove si sofferma maggiormente l’attenzione del lettore. Diventa, quindi, sempre più importante definire e studiare la corretta sinergia tra gli stimoli per poter costruire una positiva connessione con il cliente ma, soprattutto, con le sue emozioni.


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